Pagina:Saul.djvu/74

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70 SAUL

Veggio librarsi il fero angel di morte:
Già, d’una man disnuda ei la rovente
120 Spada ultrice; dell’altra, il crin canuto
Ei già ti afferra della iniqua testa:
Trema, Saúl. — Ve’ chi a morir ti spinge:
Costui; quest’Abner, di Satán fratello;
Questi, che il vecchio cor t’apre a’ sospetti;
125 Che, di sovran guerrier, men che fanciullo
Ti fa. Tu, folle, or di tua casa il vero
Saldo sostegno rimovendo vai.
Dov’è la casa di Saúl? nell’onda
Fondata ei l’ha; già già crolla; già cade;
130 Già in cener torna; è nulla già. —

SAUL

Profeta
De’ danni miei, tu pur de’ tuoi nol fosti.
Visto non hai, pria di venirne in campo,
Che qui morresti: io tel predico; e il faccia
Abner seguire. — Abner mio fido, or vanne;
135 Ogni ordin cangia dell’iniquo David;
Che un tradimento ogni ordin suo nasconde.
Doman si pugni, al Sol nascente, il puro
Astro esser de’ mio testimon di guerra.
Pensier maligno, io ’l veggio, era di David,
140 Scegliere il Sol cadente a dar nell’oste,
Quasi indicando il cadente mio braccio:
Ma, si vedrà. — Rinvigorir mi sento