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perfezionata sanzione religiosa. Alla scompartizione religiosa antica della società si sostituisce sempre più quella amministrativa o civile.

D’altra parte è ormai la scienza applicata a tutte quante le arti che guida l’attività pratica ed economica dell’intera società; ed è ad essa soltanto, cioè ad uno sviluppo ulteriore dell’organo sociale di ricerca scientifica e di insegnamento e divulgazione delle cognizioni e dei metodi tecnici da preferirsi, che si ricorre in ogni e qualunque caso di maggiore o di nuovo bisogno. E così, anche da questo campo, su cui parimente prima esercitava la sua funzione normatrice la religione, quest’ultima ha finito a poco a poco per ritirarsi completamente.

Nel tempo stesso, quel corso regolare e ordinato della vita sociale, cui mirava il calendario religioso colle sue prescrizioni quotidiane, oggi è assicurato senz’altro dal sistema di innumerevoli ingranaggi sociali, creatosi in seguito alla divisione del lavoro sempre più specializzata ed estesa. E, parimente, nessuna utilità ha ormai più la funzione mnemonica stessa, più o meno insita, in via accessoria, come abbiamo visto, in tutte le cerimonie religiose, grazie alle «registrazioni amministrative» che dal punto di vista tecnico costituiscono un perfezionamento notevole. Così alla funzione mnemonica dei così detti riti di passaggio sopra rammentati, sì suggestivi e poetici nel loro simbolismo mistico, oggi provvedono ancor meglio le aride formalità civili; alla solennità del patto giurato dinanzi alla divinità o sui testi sacri, che ne conservava il ricordo solo nelle linee generali e solo presso gli astanti, si sostituisce la trascrizione del contratto, che ne tramanda tutti i più piccoli dettagli e della quale tutti gli interessati possono all’occorenza prendere visione; alla consacrazione dei confini si preferisce, come più sicura in caso di qualsiasi contestazione, la delimitazione catastale; e così via, e così via.

Ma ciò che invece è meno avvertito è che quel bisogno di «comunione psichica», — corrispondente in antico ad una condizione essenziale di vita dell’organismo sociale, quando, per l’economia domestica allora vigente e la rudimentale divisione del lavoro, le singole unità famigliari o altre frazioni della collettività totale erano ciascuna capaci di vita autonoma e indipendente, e avrebbero quindi avuto di con-