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la dottrina degli anticorpi 317

La prima sostanza, la termostabile, è detta da Ehrlich ambocettore o corpo immunizzante, l’altra è detta complemento o addimento.

È stato anche dimostrato che l’ambocettore si rissa realmente sui corpuscoli rossi. Se si aggiunge a corpuscoli rossi di agnello, il siero della cavia trattata, reso inattivo per il riscaldamento e, dopo un certo tempo, si separa accuratamente questo siero dai corpuscoli rossi, si può constatare che il primo non può essere più riattivato da siero di cavia normale, i secondi invece si disciolgono appena vengano in contatto con nuovo complemento.

Secondo l’Ehrlich, il complemento agirebbe come un enzima proteolitico, ma non potrebbe spiegare la sua azione sui corpuscoli rossi senza l’ambocettore, che agirebbe da intermediario. Questa è la sostanza specifica, il vero anticorpo, quello cioè che si produce per il trattamento dell’animale. Invece il complemento, esistente nel siero normale, non sarebbe dotato di alcuna qualità specifica, e lo stesso complemento è probabilmente capace di provocare la dissoluzione di varie specie di cellule.

Tuttavia è stata agitata la questione, se nel siero dello stesso animale si trovi un solo complemento, bastevole per tutte le azioni citolitiche che il siero può esercitare, ovvero se ne esistano più. Partigiani della prima opinione sono il Buchner, il Bordet, il Gruber. L’Ehrlich e il Morgenroth invece affermano che ogni siero comprende una certa quantità di diversi complementi, e che da altra parte, nei diversi animali, si ritrovano complementi intieramente identici o uguali almeno nei loro gruppi aptofori.

L’Ehrlich, insieme anche a Morgenroth, ha cercato poi di rappresentare l’intimo meccanismo del processo della emolisi. Egli afferma che questo processo dipende da due combinazioni chimiche specifiche e successive delle sostanze sovra ricordate, con i protoplasmi dei corpuscoli rossi. Queste fissazioni avvengono per corrispondenze stereometriche delle molecole reagenti fra loro.

I corpuscoli rossi cioè posseggono, secondo questa ipotesi, ricettori specifici. L’ambocettore possiede da una parte un gruppo citofilo, che si può congiungere con uno dei suddetti ricettori, dall’altra un gruppo complementofilo. Il complemento possiede anch’esso da una parte un gruppo aptoforo, che gli