Pagina:Scientia - Vol. VII.djvu/329

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

la dottrina degli anticorpi 321


I metodi per ottenere i sieri bactericidi da un animale, consistono al solito nell’iniettare ripetutamente nell’animale i bacteri stessi, contro i quali si vuol ottenere un siero attivo.

Alcuni usano, a questo scopo, di iniettare culture intiere, uccise col calore o con antisettici; altri introducono nell’animale i soli bacteri morti o vivi e attenuati od anche ben virulenti; altri infine hanno pensato di iniettare i soli costituenti tossici dei bacteri, cioè i muleoproteidi; così Lustig e Galeotti ottennero il siero bactericida contro la peste.

Anche il siero di animali e di uomini guariti da una infezione ha potere bactericida, come è stato riscontrato in casi di tifo e di colera (Lazarus).

È pur notevole il fatto che gli estratti di organi emopoietici possono esercitare azioni antibacteriche simili a quella del siero. Marx, Pfeiffer e Deutsch trovarono che gli estratti di milza sono attivi quanto il siero. Wassermann afferma che il potere immunizzante del midollo osseo di conigli vaccinati contro il pneumococco, stava a quello del siero degli stessi animali come 10 a 4 e queste conclusioni furono confermate da Römer. Se si tien conto di questi resultati e di quelli del Deutsch, secondo cui l’estirpazione della milza durante il trattamento vaccinale, fa abbassare il potere bactericida del siero, sorge naturale l’ipotesi che le bacteriolisine si producano negli organi emoposiatici.

Le bacteriolisine, agiscono solo sui germi infettivi, non sui loro prodotti tossici, e questa azione in generale si limita solo alla specie bacterica, che è causa della infezione, contro la quale l’animale fu immunizzato. In altre parole, le bacteriolisine hanno un’azione specifica, donde la possibilità di utilizzare un siero contenente bacteriolisine per la diagnosi differenziale fra specie microbiche affini (per es. fra il bacillo del tifo ed il bacterium coli).

Il processo bactericida non differisce in nulla da quello dell’emolisi. Anche nel siero bactericida, si trova una sostanza termostabile, specifica — ambocettore — la quale si produce sotto l’azione delle pratiche vaccinali e una sostanza termolabile — complemento — che è un costituente normale del siero. Per questo se si riscalda a 50° — 60° per qualche minuto, un siero bactericida, esso perde in vitro la sua azione, ma può riaquistarla se ad esso si aggiunga una piccola quantità di siero normale di cavia o di capra, che

Vol. VII 21*