Pagina:Scientia - Vol. VII.djvu/388

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in luce ogni giorno: valgano come esempio i recenti stridii sul radio che pongono in nuova luce i rapporti fra la Fisica e la Chimica.

In modo generale si può dire che le divergenze fra la effettiva divisione del lavoro nella società scientifica e il concetto della classificazione positivistica, si rivelano tanto più quando questo concetto si voglia svolgere nei particolari.

La parziale concordanza e la discordanza, si spiegano al tempo stesso mercè un esame veramente positivo delle ragioni che governano quella divisione di lavoro, dando origine agii aggruppamenti di scienze che si osservano negli istituti scientifici e didattici (Accademie, Università, Laboratori Biblioteche ecc.).

Fino da quando la società ha riconosciuto un valore alla Scienza, la produzione scientifica ha cominciato ad essere sottomessa alle generali leggi economiche che governano tutte le forme di produzione; non nel senso esclusivo che lo sviluppo del sapere teorico venga condizionato alle applicazioni pratiche (poiché molti istituti hanno appunto come scopo di dar valore alla conoscenza teorica per sè stessa), ma nel senso di rendere massimo l’effetto utile degli sforzi individuali mercè una conveniente collaborazione. E per quanto la coordinazione del lavoro incontri ancora ostacoli speciali ignoti all’industria, certi aggruppamenti, ravvicinamenti e distinzioni, rispondono infatti, entro una certa misura, all’ anzidetto scopo economico.

Per indagare più da vicino le condizioni che presiedono di fatto alla divisione del lavoro scientifico giova dunque tener presente l’analogia col fenomeno che ci presentano le industrie e i commerci.

Se si chiede precisamente in qual forma tenda a realizzarsi l’economia della produzione colla divisione del lavoro industriale o commerciale, si è tratti ad esaminare due ordini di motivi:

1) Lo scopo economico si raggiunge razionalmente col riunire le mansioni che esigono attitudini simili commettendole agli stessi uomini o gruppi di uomini, col concentrare in dati luoghi le industrie o i commerci che richiedono opportune condizioni locali — come p. es. l’impiego di certe energie naturali —, o col ravvicinare la produzione di oggetti che si costruiscono colle stesse macchine ecc.