Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/500

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478 procedimenti - parte terza.

la lamina sopra dell’iodio, e, senza più esaminare il coloramento che possa ricevere, si lascia che essa vi rimanga per il terzo, oppure la metà del tempo che dapprima occorse per portarla al color arancio, valutando questo tempo dal numero delle oscillazioni del pendolo. Ciò fatto, la lamina avrà lutti i requisiti voluti per impressionarsi bene, e prontamente nella camera oscura.

Con l’ultima esposizione ai vapori dell’iodio si producono due elicili. Il primo è quello di terminare il iodameulo della lamina. Il secondo è quello che consiste nel ristorare la sensibilità che la lamina avesse perduto nell’osservarc l’andamento della sua colorazione. Imperciocchè i signori Sliaw e Percy hanno provato che una lamina sensibilizzata, quindi privata di ogni sensibilità, portandola in piena luce, riceve la sua sensibilità primitiva, esponendola per breve tempo sopra i vapori di iodio, o di bromo.

Dagucrre col suo metodo primitivo iodava semplicemente la lamina per renderla sensibile. In tal modo la sensibilità era piccolissima mentre la riuscita era certa. Il bromuro di calce nel nostro caso fa l’ufficio di accelerare, di rendere mille volte più

0 ln 25. I.a seguente tavola che tolgo dal Vademecum des Mechaniktrs di Bemoxtilli, e che trovasi in quasi tutti i trattati di meccanica, fa conoscere le oscillazioni corrispondenti alta lunghezza del pendolo.

X» delle oscillazioni doppie

Lunghezza

del

pendolo

delle

oscillazioni

doppie

Lunghezza

del

pendolo

30

0 m 89

46

0o> 42

32

87

48

38

34

77

50

36

36

69

52

33

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6<

54

31

40

56

56

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27

44

46

60

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