Pagina:Seneca - Lettere, 1802.djvu/41

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quanto spazio tu vuoi, e riducila anco ad un giorno, egualmente sarà onesta. La Virtù ora più diffusamente si spande, reggendo le città, i regni, e le provincie; dando leggi, coltivando l’amicizie, e dispensando gli officj fra gli parenti, e fra’ figliuoli: ora è circondata da un stretto fine di povertà, d’esilii, e di morte de’ suoi. Non è però punto minore, se ben da un regale et alto stato si conduce in un privato et umile, e se da un publico e spazioso dominio si riduce nella strettezza d’una casa, o d’un angolo. Egualmente è grande, ancorchè esclusa da ogni banda si ristringa in se medesima: perocchè essendo d’egual grandezza di spirito, di prudenza esatta, e di giustizia incorrottibile, seguita che egualmente sia beata; poichè in un sol luogo, cioè nella mente è posta quella beatitudine stabile, grande e tranquilla, che non può essere senza la scienza delle divine e delle umane cose. Resta ora, ch’io dica la risposta mia sopra di questo, come ho promesso. Dico dunque che non s’affligge il savio nella perdita de’ figliuoli, o d’amici, perchè sopporta la morte di questi tali con quella medesima grandezza d’animo, con la quale aspetta la sua, nè più teme questa, che si doglia di quella. Perciocchè la virtù non può essere senza convenevolezza; e con essa Virtù concordano e convengono tutte le operazioni. Questa concordia perisce, se l’animo, che convien che sia grande et invitto, si sottomette al pianto, o al desiderio. Disonesta cosa è il temere, et il travagliarsi, e la pigrizia senza azione alcuna.