Pagina:Seneca - Lettere, 1802.djvu/98

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E tu sai molto bene, che non fanno altro, che consumar lascivamente tra false allegrezze tutta la notte, non altrimente che se quella fusse l’ultima. L’allegrezza, ch’è congiunta con gli Dei, e con gli emuli d’essi, non può essere interrotta, nè vien mai meno, che mancherebbe certamente, se avesse altro principio, che non ha. Ma perchè non è dono d’altri, non è nè anco in arbitrio d’altrui. La Fortuna non toglie quel, che non ha dato. Sta sano.





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