Pagina:Senofonte L Economico tradotto da Girolamo Fiorenzi Tipografia Nobili 1825.djvu/139

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

IO3

da in traccia; così ancora nel compiere alcuna faccenda, quelli che attendono a fare quel lavoro che ad essi venne assegnato, molto differiscono da quegli altri che non attendono a farlo, ma vanno mendicando pretesti per non affaticarsi, e perchè gli si lasci perder tempo. Tanta differenza poi passa dall’aver cura, che un lavoro sia fatto bene, e dal non curarsi che venga fatto male, quanta ve n’ha tra il far tutto, e il non far nulla: perchè a cagion di esempio, se coloro, che sarchiano le novelle viti, acciocchè abbiano a restar monde dalla malvagia erba, per tal modo il facessero, che quell’erba avesse tosto a rinascervi in maggior copia, e più vigorosa, come non diresti, che costoro facciano anche peggio, che starsi in ozio? Queste adunque sono quelle cose per le quali vengono le case a consumarsi assai più, che per l’ignoranza; perocchè accadendo che per ogni spesa tutto il danaio debba uscire dalla casa, e quando dai lavori che si fanno, tale utile non si ricavi che risponda alle spese, non è meraviglia se da questo, anzi che la copia, si produca l‘inopia. Ad ammaestramento poi di coloro che in ogni cosa sanno usar diligenza, e con saggi provvedimenti condursi nelle operazioni dell’agricoltura, un modo assai acconcio a procacciarsi ricchezze, ed esso praticò, ed a me poscia insegnò il mio padre: perocchè mai non permise che si compe-