Pagina:Senofonte L Economico tradotto da Girolamo Fiorenzi Tipografia Nobili 1825.djvu/26

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XXII

l’Italia gli antichi coltivatori delle terre, e postivi in lor luogo quelli, ch’erano alla milizia accostumati, stimò che fosse da doversi accendere in essi l’amore dell’agricoltura. Ed avendo considerato che uno è dei principali ufficii della poesia il dirigere, e guidare convenevolmente le nazioni, prese egli a scrivere quei suoi maravigliosi libri delle Georgiche, non già per insegnare in effetto l’agricoltura, la quale non si apprende se non esercitandola; ma perchè delle opere di quelle, e della loro bellezza, e utilità udendosene soavemente ragionare, ciascuno avesse a disporsi a volere lietameme e di buon grado a quelle por mano. A questo adunque ponendo mente, son venuto, come parmi, a riconoscere che Virgilio nelle Georgiche usò, in quella guisa peraltro, che alla poesia si conveniva, quel modo stesso, che vide così bene aver praticato Senofonte nell’Economico, e però stimo, che a questo appunto si abbia a riferire il detto di Servio, tanto più che da questa conformità in fuori, non si scorge che altra cosa abbia tratta Virgilio da questo libro.

Inoltre parmi assai importante il considerare come in più luoghi di questo trattato si dà a divedere che quegli ammaestramenti i quali rendono l’uomo atto a sopraintendere all'agricoltura e alla casa, quelli medesimi sono, che lo rendono ancora atto a soprastare agli eserciti, alle città, ed ai regni, dimostran-