Pagina:Senofonte L Economico tradotto da Girolamo Fiorenzi Tipografia Nobili 1825.djvu/92

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servirsi di ciascuna cosa secondo che gli è a grado: chi adunque, e di ciò che si conserva, ne ha sopra ad ogni altro massimamente l’utile, e di ciò che si guasta, e corrompe ne ha sopra ad ogni altro massimamente il danno, le feci manifesto che quello medesimo a buon diritto doveva pure averne sopra ad ogni altro massimamente la cura. E udendoti la tua donna così dire, o Iscomaco, ne fu ella persuasa? E che altro, diss’egli, credi tu, che mi rispondesse se non che mi disse, che male mi apporrei, se pensassi di ordinarle cosa, che grave le fosse mostrandole che ad essa si apparteneva di aver cura de’suoi beni: anzi, seguitò ella a dire, che assai più grave le sarebbe se le ordinassi di trascurare, piuttosto che di dover dar opera a conservare le cose domestiche. Poichè sembra, disse, che siccome dei figli suoi propri, naturalmente avviene che ad una donna saggia sia più agevole l’averne cura, che il trascurarli; così ancora di ogni altro avere suo proprio, il quale 1e sia a grado, disse ella stimare, che riuscir debba più grato ad una donna saggia l’averne cura, che il porlo in non cale.