Pagina:Sentenza Tribunale di Milano - Caso Mills.djvu/55

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l’ingresso di tali somme si garantiva dal rischio di fallimento di CIT, una società quotata in borsa i cui azionisti erano BIL Participation (una società posseduta dalla Banca internazionale del Lussemburgo) e varie società offshore costituite anche da CMM (pagg.99-100).

Negli anni 1991-92, nell’effettuare la revisione del bilancio consolidato del Gruppo Fininvest, c’era stata “una preoccupazione degli auditors”, che volevano avere garanzie sul fatto che All Iberian fosse in grado di far fronte agli impegni derivanti dalle somme che riceveva da Principal Finance. Per tale motivo Vanoni aveva ritirato da CMM le azioni di All Iberian e della maggior parte delle società del Gruppo B (che altrimenti sarebbero rimaste in deposito presso CMM) e le aveva conferite presso un notaio di Lugano (pagg.85-86). Vanoni aveva fatto ciò anche perché aveva bisogno di una società per comprare azioni sulla Borsa di Milano e doveva evitare che queste azioni fossero aggiunte a quelle già possedute da Fininvest, per non essere costretto a dichiararle alla Consob (pagg.96-97).

Poiché la revisione aveva mostrato un grosso indebitamento di All Iberian nei confronti di Principal Finance, in occasione della chiusura dei bilanci Fininvest degli anni 1991-1993, erano state escogitate due operazioni finanziarie volte a ridurre l’indebitamento:

► un’operazione, le cui modalità Mills dichiarava di non ricordare con esattezza, pur avendola svolta di persona, era stata compiuta con la Banca Nazionale dell’Agricoltura a Londra e aveva avuto come oggetto un prestito della Banca a Fininvest, probabilmente nello schema del “back to back1 (pagg.89-90; all’udienza del 19 gennaio 1998, a pagina 112, Mills precisava che era stata All Iberian a ricevere il prestito dalla Banca Nazionale dell’Agricoltura e a versare la somma a Fininvest, che aveva invece garantito la banca);

► l’altra operazione, svolta alla fine del 1991 e denominata “operazione City Funds”, era stata svolta con una grossa banca americana, City Bank; era stato Livolsi a telefonare a Mills, preannunciandogli che la cosa sarebbe stata seguita da Romagnoni. L’operazione aveva come oggetto “il portare fuori dal bilancio un indebitamento di 190 milioni di dollari” e a tal fine si era pensato di creare nel corso del nuovo anno “una specie di secure transition, che è una forma complicata, però che si usa moltissimo, per trasformare i redditi, in questo caso diritti cinematografici, in un'altra forma di reddito”; a tal fine, poiché all’affare avrebbero partecipato parecchie banche, tra la fine del 1991 e l’inizio del 1992 Mills aveva lavorato moltissimo, stipulando i contratti con un grosso studio inglese di City Bank, Fletcher Wills (pagg.91-94).

  1. Il prestito “back to back” si definisce come un prestito bilaterale concesso da una società residente in un Paese e da una controllata che risiede in un altro. Contrariamente al "parallel loan" (dove la società madre si addossa la parte di debito di una controllata che risulti insolvente) il prestito back to back consente al prestatore di cancellare le garanzie se il beneficiario del prestito risulta insolvente.