Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/149

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letto della signora? Era proprio un terno, non era nè una busta da lettera, nè una ricetta, nè un biglietto da visita: era una carta con tre numeri su, senz'altro, da giuocare. E almanaccando, almanaccando, Tommasina cercava ricostruire tutto questo fatto. Forse qualcuno, un prete, o un frate, o qualche anima buona, devota, aveva dato ieri, venerdì, quei tre numeri alla signora: o forse lei, che era veramente un'anima santa, li aveva pensati così, per un caso. E come è l'abitudine di chi giuoca, in Napoli, un terno incerto e a cui tiene assai, assai, la signora aveva fatta la prova. Vale a dire che, prima di andare a letto, il venerdì sera, aveva scritto i tre numeri sopra un pezzetto di carta, mettendoli poi, spiegati, sotto il guanciale e pensandovi, pensandovi intensamente, nella notte dal venerdì al sabato. — Se questi numeri si sognano, in quella notte, vuoi dire che sono buoni e che usciranno sicuramente: se non si sognano, vuoi dire che sono cattivi e che non vale la pena di arrischiarvi neppure due soldi. Così doveva aver fatto la sua signora, che essendo tanto buona, tanto buona, non poteva che sognare e conoscere i numeri certi.

— Chissà! — pensava Tommasina — chissà! la signora mi avrà dato solo tre lire per la spesa, per giuocare qualche cosa di più, che la Madonna la possa benedire e aiutare anche me...

Prese uno strofinaccio pulito, in cucina, per mettervi