Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/244

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esaltazione, ma il pallido volto pensoso della moglie lo scovava. Le aveva donato un paio di orecchini di brillanti, molto belli, molto costosi, ma ella li aveva accolti con uno smorto sorriso e a stento li aveva portati per mezza giornata; le aveva proposto due volte una scampagnata, a Sorrento, adesso che era di moda andarci anche d'inverno, ma ella aveva distrattamente rifiutato mettendo a protesto che si sentiva poco disposta, che aveva freddo.

Il marito si staccava da lei volentieri, le usava estreme cortesie, quasi per obbedire ad alcuni vaghi scrupoli di coscienza, e quando la vedeva annoiata, restia, crollava le spalle e se ne usciva di casa, allegramente, la sigaretta ai denti, canticchiando un'arietta. Due volte il marito non rientrò la notte: e alla terza volta non ebbe neanche il pensiero di spiegarle la sua assenza, come aveva sempre fatto. Ella scuoteva il capo, ricadeva in quelle sue lunghe ore di meditazione, accanto al fuoco. Non usciva. Non aveva più parlato con Paolo Collemagno non voleva parlargli; quei dialoghi, anche nella via, la indebolivano singolarmente. Solo, di dietro ai cristalli, seduta in una poltroncina, fingendo di leggere, ma non leggendo affatto, teneva gli occhi su quel pallido volto che appariva alla finestra del terzo piano, ansioso, desolato; e nelle ore della sera, mentre il marito cenava al Giardino d'inverno o conduceva