Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/262

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Nunzio e Chiostro San Tommaso d'Aquino, vico Teatro Nuovo e strada Fiorentini, Taverna Penta e San Giacomo, da tutti i cantoni, dai casotti dove si vendevano le bombe—carta, i tricche tracche, i fruvoli pazzi, i fuochi di bengala, partiva la gran voce meridionale, la gran voce di gioia che incita alla gioia, il fracasso che eccita al fracasso, l'urlo della gente inebbriata di rumore e di urli:

— Sparate, sparate!

A San Giacomo consegnarono a Eleonora Triggiano un altro manifestino, rosso, questa volta. Vi era dipinta su, assai grossolanamente, una Fortuna bendata, che sfiorando appena la sua ruota, lascia cadere sugli umani una pioggia di napoleoni d'oro da una cornucopia. E accanto una grossa cifra, ripetuta due o tre volte così:

22 per 100

Ventidue per cento

22 0/0 — proprio, ventidue per cento.

E seguitava: «… da la banca Palmieri, via Santa Brigida, numero 114, primo piano, dalle 10 alle cinque.» Niente altro. Dopo cento passi in Toledo, l'interesse della banca era salito già del due per cento, dal venti al ventidue. Intorno al distributore dei manifesti vi era una piccola folla che glieli strappava di mano, mentre appena appena egli riesciva