Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/287

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darsi il braccio, senza toccarsi la mano, senza parlare. Se ne andavano al loro destino doloroso, anime oneste, castigate per le colpe altrui, curvando il capo sotto il peso del loro destino.

Andavano piano, come per prolungare quei momenti di dolce compagnia, in tanta amarezza. Ma l'ora fuggiva, e presto furono in vista dell'arco di pietra, dove volevano separarsi. Egli comprese che ella voleva andare e si fermò, per le ultime parole:

— Sentite Eleonora, — le disse, tenendo la mano di lei fra le sue, come per comunicarle forza e mansuetudine, — io non sono amico di casa vostra, non ho diritto di venire da voi. Ma da questa sera in poi, per qualunque cosa, per ogni soccorso, di persona, di consiglio, pensate che io sono a casa mia, aspettando una vostra parola, sempre pronto a tutto. Non vi considerate mai sola, mai abbandonata, qualunque dolore vi piombi sulla testa! Avete un amico, il più devoto fra gli amici. Scrivetemi, mandatemi a dire una parola: farò quello che volete, tutto quello che volete. Non lo dimenticate. Sono lassù, nella vostra stessa casa, come una sentinella fedele. Fatemi questa grazia. Non mi dimenticate, nelle vostre ore cattive.

— Non lo dimenticherò, — disse ella profondamente turbata. — Penserò a questo, sempre.

Si allontanò rapidamente, senza voltarsi indietro, come se avesse paura d'intenerirsi, come se la spingesse una fatalità di risoluzione. Ora, buttandosi