Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/350

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— Che volete? — chiese ella, come trasognata, a Carminella.

— La madre vostra vi desidera al salone.

Chiarina guardò la pinzochera. Aveva la faccia più verdastra del solito e le sottilissime labbra avevano l'aridità dell'ira. La fanciulla non rispose e non si mosse.

— Donna Chiarina, la madre vostra vi vuole al salone.

— Sta sola? — chiese la ragazza.

— Nossignora: sta in compagnia — rispose malignamente la pinzochera, — e vi vuole.

— Va bene: ditele che vengo.

Macchinalmente Chiarina toccò il rosario, baciò una piccola, pallida fotografia di sua madre, che teneva sopra un tavolino, si guardò nello specchio senza vedersi e si avviò al salone. Donna Gabriella, vestita di una vestaglia bianca, carica di merletti che aveva comperato dalla cameriera della duchessa di Episcopio, stava seduta sul grande divano di broccato giallo del salone: quella vestaglia bianca la faceva sembrare enorme, e accendeva anche di più il colorito rosso mattone delle grosse guance. Donna Gabriella portava agli orecchi due magnifici solitari e sulle grosse braccia nude quasi fino al gomito, sulle dita grosse, rosse, quasi gonfie, era tutto un scintillio di braccialetti e di anelli gemmati. Una grossa catena d'oro si mescolava ai merletti della vestaglia, sul petto: e il ventaglio,