Pagina:Serao - Cristina, Roma, Voghera, 1908.djvu/108

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106 sacrilegio


sciuti i teatri dall’atmosfera rossiccia, profumata e velenosa, dove i fiori appassiscono e le fanciulle pensano; i balli ardenti dove aleggia tanta seduzione di amore, di luce e di musica; le stagioni balneari dove il mare, il cielo e il sole fiammeggiante sono l’infinito incanto che conduce all’amore; le conversazioni maschili, frivole, nulle, stucchevoli; le conversazioni femminili profonde, che turbano, che tentano. Così ella era stata una fanciulla senza dolcezza e senza soavità. Così ella era stata una fanciulla senz’amore. La vanità le bastava, le bastava la civetteria, le bastava il flirt. Era stata una fan-