Pagina:Serao - Fior di passione.djvu/40

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40 paolo spada


pranzava benissimo, ballava, suonava il pianoforte, andava alla sala d’armi, pattinava, corteggiava le signore — come ogni eccellente, forte e compito giovanotto può fare. In quanto al suo umore, era quasi sempre allegro, con brevi accessi di malinconia. Amava la buona compagnia, la conversazione arguta, la musica di camera, le belle donne dalla testa greca; non aveva nè fedi, nè dubbi: era indifferente. Ogni tanto cambiava d’innamorata.

Questo bravo galantuomo così somigliante ad un altro qualunque galantuomo, era anche un novelliere, un romanziere. Aveva ingegno; non quello che comunemente si chiama così in Italia e che tutti hanno a ventidue anni, e per cui si scrivono odi libere d’ogni legge grammaticale, novelle senza soggetto e tentativi di commedie senza intreccio. Un ingegno vero, pulito, lucido, preciso, qualche cosa che rassomigliasse naturalmente all’acciaio. Nessuna morbosità nella sua intelligenza, nessuna