Pagina:Serao - Gli amanti.djvu/251

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Miss Geraldina 241


si allargava dapertutto, senza parzialità. Grasse le braccia, come le spalle; grasse le mani come i piedi, grasse le guancie come il collo.

In questo modo, a prima vista, non si distinguevano le forme del suo corpo, ma si percepiva confusamente una massa informe, semovente a stento: un testone grosso, grasso e rotondo, quasi affogato nelle spalle che salivano: sulla testa un treccione nero, che per quanto fosse folto, pareva miserabile, come una corda sdrucita. Gli occhietti neri, vivaci, troppo piccoli, scomparivano nel grasso della faccia, sembravano due bucherelli neri; il naso rotondo, come senza ossa, lucido, polputo nelle nari, era sommerso fra le due masse carnose delle gote. La bocca troppo piccola, troppo infantile, era sempre un po' schiusa di traverso, per respirare: un primo mento piccolo, bambinesco, giaceva sopra un secondo, largo come una collana. Di collo solamente una linea. Poi un corpo quadrato, largo, senza linea di cintura, senza curva di fianchi, con due grosse travi per braccia, con due masse

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