Pagina:Serao - Gli amanti.djvu/28

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18 L'imperfetto amante


esseri umani, a questa nostalgia che ci accompagna tutta la vita, egli non sapeva rispondere, che con la seduzione della passione. Monotono, monocorde, impotente a vibrare per qualunque espansione dell’anima, egli si rigettava in quella sola forma che gli permettevano il suo carattere e il suo temperamento. Il mio amore era diventato per lui una necessità, come l’aria che respirava, come il pane che mangiava: me lo diceva, così, credendo di darmi una prova del suo completo soggiogamento, e invece mi faceva bollire d’ira, con questi paragoni tutti tolti alla vita materiale. Per contrasto, in me, tutta l’adorazione delle belle e buone e nobili cose dello spirito diventava come un’ossessione, e solitariamente, nella mia stanza, quando egli mi aveva lasciata, io scoppiava in lunghe e cocenti lacrime sul mio abbassamento, sovra la mia irreparabile decadenza. E se, all’indomani, io ritornava a lui, era perchè questo Nino Stresa, come era, esercitava un fascino sulla mia ragione: era perchè talvolta, nella sua natura limitata e misera, mi fa-