Pagina:Serao - Gli amanti.djvu/32

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22 L'imperfetto amante


Oramai, purchè non mancassi ai convegni, purchè mi lasciassi amare, purchè, sotto la sua seduzione — ah egli la esercitava su me, la esercitava! — avvampassi anche io di passione, egli tollerava qualunque mio affronto.

— Non posso fare a meno di te, — soggiungeva, come vinto da una fatalità!

Come la invocavo, la mia liberazione! Ogni giorno di quell’amore che trascorreva, ribadendo i miei ferri, mi recava un oltraggio di più. Mi disprezzavo, per aver ceduto a un uomo così volgarmente predominato dai bassi istinti della vita: e anche mi disprezzavo, per non averlo saputo elevare sino a me, lasciandomi invece trascinare giù. Mi sentivo indelebilmente macchiata. Avevo offeso l’amore e tutta la sua santità e tutta la sua purezza. Chi ama forte e ama bene, non pecca mai, nell’amore. Nella imperfezione dell’amore sta il peccato. La colpa esiste solo dove è la debolezza, la miseria, la grettezza, la bassezza. Eravamo due colpevoli, Nino Stresa e io: e mai, mai, nessun’assoluzione, nella vita, ci avrebbe po-