Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/104

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comunicata a quattro o cinque coppie; il ballo popolare, ora molle e amoroso, ora frettoloso e passionato, era cominciato, fra gli applausi, fra l’entusiasmo del pubblico. Eugenia d’Aragona si dava a questa pazza gioia, roteando come trottola, ballando alla perfezione con Giulio Vargas: ricordo di casa, diceva Anna Doria, la maligna vecchia zitella. E con una certa morbidezza tutta gaia e semplice, Eva Muscettola ondeggiava nel chiaro lume della luce elettrica, ballando con Mario Capece: ma i suoi occhi e il suo spirito erano altrove, là, dirimpetto, dove Innico Althan, che non sapeva ballare la tarantella, tutto serio, parlava con donna Natalia Muscettola, la madre giovane di Eva. E in quel biancore di luce, in quella dolcezza di notte, su quel mare profumato, nel cuore di Eva era nata, fluiva una novella, infinita, irrimediabile tenerezza.


III.


Nel volgare salone di prima classe, stuccato di bianco, mobiliato dagli incomodi e brutti divani di velluto rosso, illuminato dalle fiammelle a gas che il vento serotino autunnale, ingolfandosi pel corridoio dove vi è il caffè e si vendono i giornali, faceva vacillare; in questo grande, stupido e triste salone di aspetto, le prime ad arrivare erano state Eva Muscettola e Chiarina Althan: le accompagnava miss Anderly, la istitutrice di Eva. Le due ragazze non si ac-