Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/261

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male a maritarsi prima della maggiore: ciò è di cattivo augurio, in provincia ci si bada bene. In quanto alle Tarcagnota, a malgrado dei loro quattrini, esse erano troppo grasse, non si potevano maritare: Luisa Ciccarelli era troppo brutta, troppo imbecille. A malgrado dei delicati razzi che si aprivano in cielo, dolcemente, in quella mite sera di agosto, a malgrado dell’estasi di quella folla istupidita dai chiarori, a malgrado dell’allegrezza di tutta quella gioventù maschile e femminile, sparsa pei balconi, Emma si sentì inondata di amarezza, la vita per lei, per le altre, le parve un lungo cammino senza gioie, un duro cammino senza compensi e senza soccorsi.

Gli è che sotto il grande chiarore giallo di una pioggia d’oro, che zampillava come da una fontana di fuoco, le due finestre di casa Crocco facevano pompa della loro mostra di vecchie zitelle. Le due Crocco agitavano le teste lucide di pomata e infiocchettate, si curvavano per vedere se veramente nel salone da pranzo delle Tarcagnota, era preparata una grande cena, mostravano le dentiere ingiallite, con una smorfia che doveva essere, a parer loro, un sorriso d’ironìa; le due Caputo coi capelli abbassati in due falde sulle tempie, i busti lunghi e piatti, i grembiuli di seta nera, ammiravano, almeno per la quarantesima volta, la festa dell’Assunta, e sorridevano mitemente, mentre donna Irene Moscarella, vestita di lana color pulce, coi radi capelli raccolti in rotoletti sulle tempie, serbava la sua faccia scialba e senza espressione, la sua aria indifferente, di persona morta a tutte le cose umane.

Emma vedeva queste cinque femmine, tutte smorte

17 — Il Romanzo della Fanciulla.