Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/77

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per monaca 73

della Mercede le faceva la carità degli abiti. — Intanto, con queste contraddizioni, con lo spirito indiavolato di Elfrida, con la sua inesauribile allegria, col suo brio di straniera un po’ libera, con la sua simpatia di tipo bizzarro, ella andava dovunque, un po’ invitata, un po’ tollerata, un po’ mal ricevuta, ma sempre presente, sempre gaia, mostrando i suoi dentini bianchi di zingarella, ballando tutta la notte, cenando in tutte le ore, noncurante dei suoi vecchi vestiti, dei suoi guanti lavati, dei suoi capelli arruffati, che respingevano le forcinelle. Ella baciò vivamente, sulle due guancie, Eva, e mettendosi a cucire, annunziò:

— Olga Bariatine sposa Massimo. —

Tutte levarono il capo, anche le due bambole Sannicandro:

— È certo? — domandò Tecla Brancaccio.

— Certissimo: sposano in maggio, Olga vuole andare in Russia pel viaggio di nozze.

— Sarà molto contenta, Olga, eh? — disse Eva con la sua inflessione tenera di persona che desidera la felicità altrui.

— Contentona: ierisera Massimo è restato sino alle dodici da lei, non lo ha mai fatto.

— Povera Olga! — sospirò Giulia Capace — con tutti quei denari, prendere quello spiantato.

— Un giuocatore: mio fratello lo incontra ogni anno a Montecarlo — mormorò Eva, un momento pensosa.

— Un annoiato noioso — soggiunse Chiarina Althan.

— Come è che si è deciso al matrimonio? I Daun