Pagina:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu/98

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94 per monaca


ma si tenevano lungo il bordo, perchè si ballavano due quadriglie, fra l’albero di maestro e il ponticello del comando. Qualche coppia amorosa, appoggiata al bordo, guardava il mare e le stelle discorrendo pianamente: qualche essere solitario vi si appoggiava, guardando lontano. Giusto, cercando Carlo Mottola e donna Maria di Miradois, le due ragazze non videro Olga Bariatine che si affacciava al bordo, guardando verso Castellamare. La biondina russa, aspettava da due ore Massimo Daun, il suo fidanzato, che le aveva promesso di venir presto, per ballare con lei: e con la sua aria di uomo strano se n’era andato via dalla spiaggia, con Luigi Muscettola, il fratello di Eva, con Lodovico Torremuzza, il siciliano schermitore, e due o tre altri. E non era più venuto; ella non aveva voglia nè di ridere, nè di ballare, era inquieta e nervosa, non si sapeva togliere dalla ringhiera, guardando sempre verso Castellamare, scrutando tutte le barchette che si appressavano alla Roma, agitata da un sospetto solo, l’infedeltà, non immaginando mai che cosa facessero, da due ore, quei giovanotti, in una stanza di albergo, intorno a un tavolino, giuocando, smorti e ardenti nella loro passione.

Tecla e Chiarina non trovavano in nessun posto Carlo Mottola e donna Maria di Miradois; salirono sul ponte di prora. Ivi non si ballava, la luce era più mite, le tende che lo coprivano, si muovevano a un principio di brezza notturna. Appoggiata alla ringhiera, come a un balcone, voltando le spalle alla gente, Felicetta Filomarino e Giovannella Sersale, piegavano la testa nell’ombra, guardando la fosforescenza del mare. E dal piccolo movimento nervoso delle spalle di Gio-