Pagina:Serao - La conquista di Roma.djvu/422

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418 La Conquista di Roma


E vedendolo diventare rosso di passione, ella non gli disse più nulla, ma leggermente, come l’ala di un uccello, come una foglia d’albero, agitata dalla brezza, gli agitò la manina sul volto. Egli tacque, come un fanciullo vergognoso, un po’ sorridente, un po’ imbronciato, sentendosi rinfrescare il viso da quel soffio. Ella sorrise, con una certa malizia ingenua, prima di fargli questa domanda:

«È vero che avete amato donna Elena Fiammanti?»

«No, mai.»

«Allora ella ha amato voi?»

«No, neppure.»

«Voi non mentite mai, mi pare?»

«Mai.»

«Eppure ella deve avervi amato, credo. Sembra una donna leggera, volubile, ma deve avere il cuore molto buono, molto affettuoso. Io non la vedo quasi mai, ella preferisce la compagnia degli uomini a quella delle donne. Proprio mai le avete voluto bene?»

«Io non ho voluto bene a nessun’altra donna che a voi, Angelica.»

«Non parliamo d’amore, amico. Me lo avete