Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/138

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per un catalogo 91

scienze, ma nuova l’orma di umanità che potesse servir di esemplare nuovo e ragione morale, non ne portava.

Vorrei dire che il beneficio di lui si risolve in una forma logica e universale; non è abbastanza umano per suscitare principi ili spirituale imitazione. O se qualcuno ne sorge, quello è contingente e cattivo, limitato a certe abitudini del bibliofilo e del napoletano, a certi cattivi gusti del letterato, a certe aridità del critico, che sono la sola cosa forse che del Croce si ritrovi nei cosiddetti imitatori; il resto, per la più parte, è pensiero puro, e non si può imitare.

Torno indietro, a quell’altra intelligenza che ognuno mi afferma molto più limitata. Limitata è veramente; poca imprudenza bastava a farmene accorto, con urto contro uno dei limiti improvviso e terribile. Quindi tempesta, e fuga cacciata da aspre parole.

Ma il giudizio di lui, anche nell’ira, investiva la mia persona come un raggio di luce, ne fermava il carattere con pochi tratti scultori; mi sento signoreggiato.

Credo bene che il ritratto sarà composto dentro mia cornice fittizia; si determinerà ini rapporto con certi piani di luce o d’ombra estranei a me e un poco artificiali, il patriottismo, lo storicismo; ma, dentro quei limiti, che cosa potrà essere più vera, più somigliante, espressiva? La giustizia e la ingiustìzia me ne piaceranno ugualmente.

M’inchino a ciò, come mi sono inchinato nella conversazione a osservare quei termini sacri nel campo della sua mente, senza dispiacere, e non soltanto per una reverenza, che pure era legittima, verso l’uomo. Sento che piegandomi, acco-