Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/265

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21S SCI»ITTI MI KUNATO SEHUA detto di sè stesso: « Recréateur, ó visionila ire. si vous ètes l’esclave noir de l’Orient de vos sym- lioles, vous ètes le germani, le maitre blanc de vos paróles»?). E poi accanto alla metafisica e alla delizia sensitiva o sentimentale, voi troverete nelle Ballate Francesi tutti (inaliti i generi e le forme dell’universo poetico, esemplate a una a una con una ricchezza (die potrà essere ingegnosa ma non è certo naturale e necessaria : c'è dell’arcaismo e del pittoresco, la storia di Francia e la mitolo¬ gia classica, inni e idilli e canzoni per tutti gli argomenti. Il creazionismo non esclude un po' di retorica. La materia di quei tanti volumi di bal¬ late che a scorrer solo le tavole, come ho potuto far io, pare infinita come il cielo, ogni titolo una stella, — si deve ridurre in parte a un reper¬ torio di motivi meglio che di invenzioni poetiche. A ogni modo, bisogna vedere. Malgrado tutte le riserve e lo scetticismo, sento bene che c’è qualche cosa in questo poeta, anzi in ognuna delle strofe chiuse nel volume, il cui valore non è af¬ fatto esaurito dalla mia impressione generica. Mi figuro che cosa possa essere, ma solo lino a un certo punto. Ciò mi stimola a entrare più avanti, lino a trovare, almeno quanto è il mio potere, il fondo. Per altro, non è già stamattina ch’io mi met¬ terò a leggere con lo scrupolo preciso dell’uomo, che soddisfa nn debito della sua coscienza, verso un altro uomo, che egli ha giudicato, prima di averlo conosciuto: o peggio, con la serietà di (dii si pone un problema intellettuale. Potrò anche prendere questi abiti, un'altra volta : poiché tutto è possibile. Ma adesso non cerco molto più che una distrazione, nella l'orma più comune; 1111 poco di svago e di piacere per i miei sensi smussati.