Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/267

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22(1 SCRITTI IH RENATI) SERRA belli, Fisse t'ontaine e Coucv e Mortcerf, ina con quel titolo sopra, quel «gauloise» in grassetto sul margine alto, come un pennacchio ili bizzar¬ ria che accenna e invita. Qui è quel che cerco. Leggo: un pezzo qui, un pezzo là; avanti, in¬ dietro, senza regola. I! corpo è immobile sulla se¬ dia e gli occhi scorrono sulla pagina ; ma la mente è ancora lontana, attratta dalle cose che le han¬ no l'atto compagnia tutta mattina, e se ne sono andate e non sono perdute ancora, come resta un’ombra di noia dopo che il male è scordato. Le parole passano, lettera a lettera, e le immagini si formano come le bollicine della schiuma sulla superficie dell’acqna nel canale accanto alla stra¬ da, così lento e gonfio e piano che par faccia il coppo sui margini : non hanno l'atto a tempo ad affiorare che già son dileguate senza 1111 soffio, senza vestigio. E poi quella stampa è così minuta, nericcia ; le righe ballano davanti agli occhi e si disfanno. Poche parole semplici sui « nomi belli » in¬ torno a Mortcerf, mi pare, son le prime che si facciano leggere distintamente; del resto, è una impressione chiara e innocente, senza nessun re¬ siduo. Dopo, c'è la foresta di Crécv. Ecco qualche cosa che comincio a sentire, a travedere ; tunnel di verzura. odor di mente calpestate, la coda dello scoiattolo che frulla, il martellino dei picchi nel bosco, dei conigli in 1111 l'ago di margherite, e Mort- cerf a mezzaeosta. brillante nei vapori del mez¬ zogiorno.... Leggo adagio, per seguire la cadenza ddl'ales- sandrino, vivo ed elastico come il passo di un fanciullo. Ma scivolo e tiro via, sui tratti che non riescono a compormi 1111 quadro : colpa mia, for-