Pagina:Settembrini, Luigi – Ricordanze della mia vita, Vol. II, 1934 – BEIC 1926650.djvu/135

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[415] piano d'evasione 129


prima. Se passa un giorno non prestabilito, passerá inutilmente, noi non potremo fare nulla, nulla.

2. Che la notte sia senza luna; quindi se si anderá oltre il 18 di questo mese, bisognerá mettere la faccenda a novembre, tra l’8 e il 18, ché non v’è luna: e quanto piú presto è possibile, giacché siamo pronti, e ogni giorno può arrecare un ostacolo novello.

3. Che il vapore deve il giorno prefisso comparire da capo Circello, accostarsi a Ventotene. Se viene da altra parte, non possiamo vederlo, e non abbiamo piú la persona fuori che possa vederlo, ed avvisarcene, e vogliamo esserne certi con gli occhi nostri. Se la notte stabilita sará burrasca forte, tornerá quando la burrasca sará cessata, la notte appresso, o l’altra, o l’altra. A mezza notte manderá il battello che aspetterá sino alle 4: pei santi va bene. Mandato il battello, se quella notte non riesce, non torni piú: si aspettino altre lettere.

Queste sono le condizioni alle quali si deve stare assolutamente, senza discutere né modificar niente: noi conosciamo il da fare, e saría inutile il parlarne. Affidatevi in noi.

Scrivo questo per te, non per il signor P(anizzi) il quale credo avrá ricevuto la mia lettera, e ad essa si atterrá rispondendo definitivamente, ed ordinando l’affare. E se tu credi che il signor P(anizzi) possa avere qualche dubbio allora fa copiare tale e quale queste mie parole, e mandagliele.

Spero d’essermi spiegato abbastanza e che sarò capito.

Attendo che tu mi faccia sapere il giorno stabilito. Addio.

L. Settembrini, Ricordanze della mia vita - ii. 9