Pagina:Severi - Elogio città di Arezzo.djvu/6

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apparecchiati. Al quale sommo argomento della prodezza degl’animi un altro non inferiore della ricchezza e potenza sua se ne aggiunge, l’immenso apparecchio1 di frumenti e d’armi dalla Città, all’esercito distruttore di Cartagine somministrato: mentre se alcuno con ciò che le altre Città Etrusche contribuirono attentamente il confronti, conoscerà non tanto di ciascuna di esse, ma quasi di tutte assieme riunite essersi mostrata l’Arretina opulenza maggiore. E tale sua saperiorità ancora nelle altre cose apparve per assai tempo ben chiara, trovandosi che i Latini e Greci scrittori dai rè alla metà del romano impero ed in quel torno fioriti, fecero d’Arezzo più che delle rimanenti Città Etrusche frequente onorata menzione. Anzi alcuni di essi2 laudata avendola come città forte e nelle antiche guerre importante, somministrarono un altro argomento non meritevole di esser taciuto intorno alla verità dei miei detti; poichè e gl’uomini sempre dell’indole de’ luoghi ritraggono, ed inoltre a renderla tale in quelle maniere di combattere colla opportunità del sito dovea l’eccellente qualità degl’abitatori concorrere.

Tralasciati ora i tempi per le barbariche invasioni e per la dominante ignoranza infelici, vengo all’epoca in cui i novi popoli nati dai mischiati avanzi di dissimili nazioni: aggiunsero un grado di bastante fermezza. Allora il sentimento profondo


  1. Livio lib. 28. an. 545.
  2. Dione d’Alicarnasso Antiq. Rom. lib. 3. Stor. Univ. tom. XI.