Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/67

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forse il bisogno di avere per gli usi quotidiani una misura che fosse di maggior contenenza della Bozzola, del Chiodo o del Boccale, fe’ introdurre anche da noi un vaso, che ebbe nome di Pinta ed al quale si attribuì la capacità di due Boccali. — Resta finalmente di accennare alla misura del vino che si mantenne fino ad oggidi nei Mandamenti di Zogno e Piazza: essa è fondata ancora sul peso della libbra grossa, come le nostre misure del secolo undecimo. Il vaso, che contiene due libbre grosse di vino, ora ha nome di Pinta, quello che ne contiene una sola ha nome di Boccale, e cosi si spinsero le divisioni di quest’ultimo fino alla mezza Zaina, precisamente come nel più recente sistema frazionario della nostra Brenta. Ma, quali che fossero i nomi portati da quasti vasi, è certo che, calcolandovisi tuttora la Brenta in 80 libbre di vino (v. sopra § 3), la Pinta avrà rappresentato la 40ma, il Boccale la 80ma parte della Brenta stessa. Quindi è chiaro che 20 Pinte avranno formato il Sextarius o Mastello, 10 la Mina, 5 il Quartarius o Secchia, divisa probabilmente in 10 misure da una libbra di vino ciascuna. Il ragguaglio della Pinta e Boccale e delle minori suddivisioni sarà dato sulla base delle misure del secolo undecimo (v. sopra § 3), perchè noi dobbiamo rapportarne la origine a quell’epoca remota, sebbene i nomi siano più recenti (v. Tavola IIa, I). — Cosi abbiamo veduto che, mentre la legislazione manteneva accuratamente i nomi di Claudus, Quartarius, Sextarius, il popolo usava quelli Boccale, Secchia, Solio, Pinta, i quali alfine prevalsero, come aveano già prevalso in epoche più lontane quelli di Soma e di Brenta sui classici