Pagina:Slataper - Il mio carso, 1912.djvu/119

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in coro, e crepita e sciaborda il frumento verso il ciuffo rosso del giunco, mentre dalla nera verdura i pomi tondeggiano e s’acquattano all’alitare delle vespe e dei moscerini tramanti a punteggi e sbalzelli il fondo azzurro. E via, d’uno scatto e un trillo si buttò sul mare lo scassacodola.

Dolce è riposare cosi, amando delicatamente questa lunga erba e palpitare persi con lo sguardo nel cielo. Io sono una dolce preda desiderosa d’inghiottirsi nella natura.