Pagina:Slataper - Il mio carso, 1912.djvu/15

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Steno, Gigetto, Toci, Oidecani, Eugenio, Vincenzo, Scarpa, Pipi opla, in acqua, in acqua! Oggi si combatte per l’onore del club «Dagli!».

Schizza il mare a ondate quando il «Dagli!» si butta a testa giù dalle palafitte. Il panciuto col cappello di paglia stinta che prima d’adagiarsi nell’acqua bagna igienicamente l’ombilico e la fronte, scappa via impaurito dal nostro tuffo. Scappan via tutti i pacifici bagnanti dalla zattera, dalla corda, dal trampolino, perchè nessuno sa dove oggi il «Dagli!» ha deciso di domiciliarsi, nessuno sa che nuova invenzione porta oggi il «Dagli!» mentre si tuffa ridendo dalle palafitte.

Il mare schizza di gioia, e spuma. Chè il mare non ama il lento arranchio asmatico dei vecchi, lo sbattacchio affannoso degli inesperti. Ama il mare d’esser tagliato, battuto, disfatto da gambe muscolose e braccia bronzine. Ama la serena irrequietezza della gioventù, che lo penetra in tutti i sensi ridendolo, bevendolo, sprizzandolo dalla bocca in lunghi zampilli. Ama i freschi occhi spalancati in corsa tra le profondità e l’alighe.

Avanti delfinotti! Oggi si combatte per l’onore del «Dagli!» Perchè il «Dagli!» domenica scorsa buttandosi giù a gnocco in fila ordinata dalle palafitte, spruzzò allegro le nude corpora dei conti e signori tedeschi che non lo lasciarono passare, seccati, l’angolo delle palafitte. Protestarono a terra, e il direttore minacciò d’impedire il bagno al «Dagli!» Oggi è giorno di vendetta.

Le ondate si gonfiano da Salvore per far più turbolenta la