Pagina:Slataper - Il mio carso, 1912.djvu/85

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la donna giocava con le dita del compagno che la teneva avvincolata a sè. Io pensai: Quella donna gli può benissimo morire proprio questa notte. — I cani abbaiavano. Appena su, verso Kluch, dopo la stanga giallonera della dogana, io fui solo e respirai. Camminavo senza pensare.



Anche questa mattina s’è alzato il sole. E come al solito i muratori camminavano nella strada silenziosa, con i loro grossi tacchi. Ho visto una donna dirimpetto alla mia finestra spalancare le imposte e chiamare il figliolo ch’era ora di scuola.



Dentro di noi s’accumulano molte nausee e schifi, e un giorno escono e ci appestano l’aria che respiriamo. Secca assai vestirsi, mangiare, alzarsi dalla sedia, ed è inutile; ma è meglio non turbare le abitudini e mettere un piede davanti all’altro perchè ci hanno insegnato a camminare. Soltanto non porre ostacoli alla noia, perchè allora il pensiero s’agita e fa patire; ma se no, la vita procede calma, senza scosse nè sussurri.

Silenzio e pace. Si cammina per le strade senza far rumore. Non bisogna svegliare. La gente dorme, male, bene, ma dorme. Nessuno ha diritto di svegliare il sonno di nessuno. Passa qualche nottambulo, e una guardia di pubblica