Pagina:Slataper - Il mio carso, 1912.djvu/90

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sguardo non lo vede. Lo potete anche cercare nelle notti stellate e tra i filoni di ferro, sotto, nell’oscurità, fra le radici delle foreste. Anche, se volete, potete ammazzarvi; ma la palla che passa oltre le vostre tempie non lo brucia, e esso vive in voi anche dopo voi, eternamente, il piccolo mistero che ha fatto questa bella distesa di mare e ha fatto noi e ci ha fatto costruire i piroscafi rossoneri.

Ridevo quasi forte. M’accorsi che mi guardavano. Allora ebbi ribrezzo di me. Stetti duro, fermo. Ero tutto infetto. Mi pareva che una mia parola avrebbe impestato il mondo. Guardai il mare largo, puro, e avrei voluto pregare. Ma no: tutto il mio dolore è mio, tutto il mio strazio è per me solo. E mi rinserrai il petto con le mani, e fui un sussulto di dolore attorto contro sè stesso. Mi parve di poter morire perchè il mio segreto bruciava avidamente il mio sangue, rosso, come il sole maledetto che tramontava nel mare.



Perchè non lavori? Ricordati che qualcuno ha sperato in te. Ella aspetta, e non è contenta. Ogni minuto che tu implori è un delitto. Pesta il capo dentro al tavolino, ma lavora benedicendola. È giusto che sia morta, perchè tu sei un vigliacco.