Pagina:Sonetti romaneschi II.djvu/174

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NISSUNO È CCONTENTO


 
     Che nnova sc’è? nnun te l’avevo detto?
Nun zò ancora le bbujje1 terminate,
C’ariecchete st’antre chiacchierate 2
Contro de sto governo poveretto.
              
     Nun potenno ppiù avé cquadrini in Ghetto, 3
Pe ppareggià l’introito co l’entrate
Voleveno aristrigne le mesate;
E ttutti s’arivorteno ar proggetto!
              
     E ddisceveno jjeri scerti tali:
“Perché a nnoantri soli sto bber fatto,
E sse pagheno poi li cardinali?„.
              
     Ma cchi pparla a sto modo è un cazzo-matto;
E averíano d’intenne st’animali
Che cquella llí nun è mmesata: è ppiatto.4


Roma, 28 novembre 1832


  1. Romori liberali dell’anno 1831.
  2. Richiami, critiche, ecc.
  3. Ricinto degli Ebrei. Vedi su questo fatto i sonetti…
  4. Nome della paga cardinalizia.