Pagina:Sonetti romaneschi II.djvu/292

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È 'NA BBABBILONIA


 
     Sin da tre mmesi avevo avuto er posto
De bbidè1 a l’Accademia de li soni; 2
E li sori accademichi bbirboni
Me l’hanno arilevato a mmezz’agosto.
              
     Che vvòi commatte3 llà! ttutti padroni:
Sempr’uno la vò allesso e un antro arrosto.
Ma ne trovino un antro pe cquer costo
Che li servivo io de sei testoni.
              
     Crederò che cquer po’ dde pratichezza
C’ho de portà bbijjetti, a sto paese
Nun z’avessi da prenne pe mmonnezza. 4
              
     Trovà un bidè pe ssei testoni ar mese?!
Sora Accademia mia, nun z’arippezza. 5
Sce pò annà Bbrega de Piazza Fernese.6

no match

Roma, 25 dicembre 1832 - Der medemo


  1. Bidello.
  2. Accademia filarmonica.
  3. Combattere.
  4. Per immondezza, per nulla.
  5. Non si ripara.
  6. Brega di Piazza Farnese: forse in altro tempo fu un personaggio ridicoloso e nullo, di cui è restato il solo nome, che equivale a “nessuno„. Per esempio: “Chi c’è? Chi è venuto? Brega.„