Pagina:Sopra lo amore.djvu/153

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sopra lo amore 147

agonia delli Amanti tanto tempo dura, quanto dura quello rincerconimento del sangue, indotto nelle vene per quello mal d’occhio detto. Il quale rincerconimento preme il cuore di grave cura, la ferita nelle vene nutrica, e con cieche fiamme arde i membri. Perchè da ’l cuore a le vene, da le vene a’ membri passa. Quando è chiarito tale rincerconimento, cessa l’affanno degli stolti amanti. Que sto chiarire, lungo spazio di tempo in tutti richiede: e ne’ melancolici lo richiede lunghissimo. Spezialmente se nello influsso di Saturno, Cupidine con sue reti gli prese. Oltre a questo, tal tempo è amarissimo, se furono soggiogati in quel tempo che Saturno era retrogrado, o vero congiunto con Marte, o veramente al Sole opposito. Dura questo male ancora lunghissimo tempo in coloro, nella natività de’ quali Venere si trovava in casa di Saturno, o veramente era in partile aspetto di Saturno e della Luna. Debbesi aggiugnere a questa naturale purgazione, eziandio la industria della arte diligentissima. In prima è da guardarsi, che noi non tentiamo di sbarbare o di potare le cose che non sono ancora mature: e che noi non vogliamo stracciare con gran pericolo, quello che noi più sicuramente sdruscire possiamo. Debbesi diradare la usanza: e sopratutto aversi cura, che gli occhi nostri non si riscontrino con gli occhi della persona amata. E se alcuno difetto è nello animo o nel corpo di quella, nella mente spesso rivolgerlo conviene; e appiccare lo animo a molte diverse e gravi faccende: spesse volte trarsi sangue: e usare vino chiaro e odorifero: e spesso inebriarsi, acciò che traendo il sangue vecchio, il quale era rincerconito, si rifaccia nuovo sangue e nuovo spirito. Usare frequenti esercitazioni non sudando: per le quali i pori del corpo si aprino a mandar fuori i vapori maligni: e frequentare ancora quelli nutrimenti e lattovari che pongono i fisici a ’l rimedio molto acconsentì Lucrezio, dicendo: «vuoisi versalmente il coito nella cura di Amore a ’l quale rimedio molto acconsentì Lucrezio, dicendo: «vuoisi con diligenzia fuggire le fallaci immagini: e levare da sè l’esca dello Amore: e volgere la mente al-