Pagina:Sotto il velame.djvu/176

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bene la lupa rappresenta in sè questi tre disordini? Sì, e nel modo più evidente; sì, perchè ella sola rimane, perchè le tre fiere divengono all’ultimo "la bestia". Ella è l’incontinenza, la violenza e la frode insieme; incontinenza, perchè appetisce fuor d’ordine il bene suo; violenza, perchè ha per fine l’ingiuria cioè il male altrui; frode, perchè questo male lo fa con artifizi propri solo dell’uomo. Ella figura un disordine nell’appetito, come quella che è avarizia; un disordine nella volontà, come quella che ha un fine e questo fine è il male e non il bene; un disordine nell’intelletto, come quella che ne profitta per adempiere il male altrui che vuole, e ottenere il suo bene che appetisce. Il leone è dunque la lonza, più la mala volontà; la lupa è il leone, più l’intelletto. E cosi quando apparisce il leone, sparisce la lonza1:

sì che a bene sperar m’era cagione
di quella fiera alla gaietta pelle
l’ora del tempo e la dolce stagione;

ma non sì, che paura non mi desse
la vista che m’apparve, d’un leone,

La lonza resta lontana; non se ne parla più, come non si parla più del leone, quando apparisce la lupa. Chè questa è una e trina, come appunto Gerione a cui equivale, come appunto Lucifero che mandò Gerione o si mutò in Gerione per tentare Eva, e dipartì dall’inferno questa pessima fiera o in lei si mutò.

È una e trina. Chi la ucciderà o ricaccerà nell’inferno è il suo contrario. Il veltro non ciberà terra, come la lupa. II veltro non ciberà peltro come la frode. Egli ciberà "sapienza e amore e

  1. Inf. I 41 segg.