Pagina:Sotto il velame.djvu/357

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

l’altro viaggio 335

non sarebbero accidiosi) sono in continuo moto. Dei primi non si racconta alcun reo, qua non si racconta alcun bene: quelli visser senz’infamia e senza lodo, di questi bontà non fregia, la memoria. Sono sdegnati e quelli e questi: non ragioniam di loro; più non ne narro; guarda e passa; sarei vago di vederlo attuffare. Invidiosi sono i primi d’ogni altra sorte. Filippo Argenti, perchè tende le mani al legno, se non per passare? È invidioso anch’esso d’ogni altra sorte. Lassù son angeli, quaggiù gran regi; lassù uno che fece un gran rifiuto e che non si nomina; quaggiù una persona orgogliosa, il cui nome non è fatto da Dante, sebbene egli lo conosca come conosce l’altro. E cosa più notevole ancora, sono accennati, sì per i primi sì per i secondi, tutti i peccati d’ingiustizia. Nei primi, la superbia è accennata col ricordo degli angeli ribelli, l’invidia con le parole “invidiosi son d’ogni altra sorte„, l’ira (e anche qui dobbiamo pensare e meravigliare di tanto sottile provvidenza del poeta), l’ira apertamente e formalmente, come nello Stige (cui vinse l’ira): accenti d’ira. O sono iracondi gli sciaurati? Già, come i fangosi. Infine gli sciaurati guaiscono e fanno pozze di sangue e lagrime e vermi a’ lor piedi; e i fangosi sono cani e porci e stanno nel putrido fango. Misero modo di tutti e due! e bassa vita di tutti e due! Infermità di tutti e due; pei primi avanti la giustizia, originale, degli altri avanti la giustizia attuale.1

Dopo costoro, dentro l’inferno superiore e dentro

  1. A risparmio di spazio, rimando tutto in una volta ai canti III 22-67 e VII 109-126, VIII 1-64. E rimando alla Minerva Oscura, che qui riassumo con poche aggiunte, ma anche, necessariamente, con qualche omissione.