Pagina:Sotto il velame.djvu/62

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40 sotto il velame

               Tale balbuziendo ancor, digiuna,
               che poi divora, con la lingua sciolta,
               qualunque cibo per qualunque luna;
               
               e tal, balbuziendo, ama ed ascolta
               la madre sua, che, con loquela intera,
               disira poi di vederla sepolta.
               
               Così si fa la pelle bianca, nera,
               nel primo aspetto, della bella figlia
               di quei ch’apporta mane e lascia sera.
               
               Tu, perchè non ti facci maraviglia,
               pensa che in terra non è chi governi,
               onde si svia l’umana famiglia.

Noi dobbiamo intendere: La redenzione ha bensì liberato il volere umano; ma è come libero non fosse: il fiore non lega e cade prima di divenir frutto. Subito dopo la puerizia, il volere ridiventa servo. L’adolescenza non ubbidisce più. Il lume di grazia si oscura subito. E, non essendoci chi governi e insegni la strada, la umana famiglia svia. Così presso a poco Marco Lombardo.1. Anch’esso parla del libero volere, anch’esso del difetto di prudenza che è nell’adolescente, anch’esso della necessità conseguente di chi governi; anch’esso del mondo presente che disvia, come Beatrice conclude con lo sviare dell’umana famiglia.

Ora io dico che nelle parole di Beatrice lo oscuro terzetto, Così si fa la pelle, si riferisce, come già vide il Buti, alla luna, e al lume di grazia, e alla

  1. Purg. XVI 64 segg