Pagina:Specchio di vera penitenza.djvu/107

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distinzione quarta. - cap. i. 79

prendo, non sia da imputare a colpa, uno essemplo che si truova scritto, ce n’ammaestra.

Leggesi iscritto dal maestro Iacopo da Vitriaco, ch’ e’ fu una volta una giovane, la quale, stigata dal diavolo, peccava carnalmente col padre suo. La madre, però che ’l male continovava, se n’avvide, e riprésene la figliuola: della qual cosa la figliuola adontata,1 diede il veleno alla madre;2 onde se ne morì. Venendo ciò a notizia del padre, garrìnne alla figliuola, e ébbelane in odio. Onde isdegnata, dormendo il padre una notte, gli segò le veni;3 e rubando la casa di tutto arnese, se n’andò in lontano paese, e diventò pubblica meretrice. Avvenne che ritrovandosi a una festa, udì predicare; e fra l’altre cose che ’l predicatore disse, fu della misericordia di Dio, come era grandissima, e che niuno peccatore quantuque4 iscellerato fosse, mai non rifiutava; anzi stava colle braccia aperte a ricevere ogni peccatore che volesse tornare a penitenzia. Alle quali parole compunta e contrita la peccatrice, fatta la predica, con molte lagrime si gittò a’ piedi del frate, chiegendo misericordia e penitenzia. Il quale, udita la sua confessione, ella domandò se la misericordia di Dio era sì grande com’egli aveva predicato. Rispondendo il predicatore, che infinitamente maggiore, ella disse: Ora mi date la penitenzia; chè quantuque io5 sia grandissima peccatrice, io ho fidanza nella misericordia di Dio. Il frate, per gli molti iscellerati peccati ch’ ella avea confessati, non occorrendogli di sùbito che penitenzia le si dovesse dare, disse ch’ ella tornasse a lui, fatta la seconda predica, dopo il mangiare. Allora disse la femmina: lo m’avveggo che voi vi disperate della salute mia; e però non mi volete imporre alcuna penitenzia. Non

  1. Il Testo: adirata.
  2. Ediz. 25: avelenò la madre.
  3. Così ancora il Salviati. Gli editori del 1725: gli segò la gola.
  4. Il nostro Codice: quanto.
  5. Più notabilmente il medesimo: quanchio. Ma ciò non avvertiamo pei puristi nè per chi cerca le grazie del bel dire.