Pagina:Specchio di vera penitenza.djvu/218

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190 trattato della superbia.

CAPITOLO SECONDO.


Dove si dimostra donde la superbia nasce.


La seconda cosa che bisogna dire della superbia, si dond’ella nasce. E dicono i savi ch’ ella nasce principalmente dall’amore propio, o vero (ch’ è una medesima cosa) dalla propia volontà dell’uomo, secondo la quale l’uomo piace a sé stesso, e la quale, stanziando, contraddice alla volontà di Dio. Onde santo Agostino, nel libro della Città di Dio, dice ch’ e’ superbi s’appellano a sé medesimi piacenti; cioè a dire che si compiacciono secondo la loro propia volontà: la quale cosa molto dispiace a Dio, al quale si conviene la propria volontà. Onde che adempie la propria volontà, toglie a Dio quello ch’è suo propio, e pecca per superbia; come fece il primo Angelo1 e ’l primo uomo. Onde la superbia nacque in quello altissimo luogo del cielo empireo,2 e di quello nobile e alto lignaggio della angelica natura; e non trovando niun’altra creatura a suo paraggio, alla quale, per sua condizione altiera maritare si potesse, al padre suo, del quale era nata, non ligittimamente si maritò. La qual cosa, però che fu fatta contro a suo volere, tanto ebbe per male il sommo principe Iddio, che l’uno e l’altro cacciò di cielo, isbandeggiandoli di tutto il suo reame, sanza mai potervi ritornare; e fecegli abitanti sanza termine3 nello scuro e doloroso regno dello ’nferno: dove non legittimi figliuoli ma figliuole inlegittime ingenerate, la madre insieme con loro per tutto il mondo, di volere dello incestuoso padre, svergognatamente discorrendo, traggono ogni uomo, di qualunche condizione e stato sia, che trarre si lasci, quali cogl’impudichi sguardi, quali con disonesti sem-

  1. Nel Codice nostro: illucifero.
  2. Nel medesimo: empirio.
  3. Mancano all'edizione del quattrocento e a quella del Salviati queste ultime parole: e fecegli ec.; al Manoscritto, anche l'altre che precedeono, cominciando da sanza mai.