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L’ULTIMA NOTTE


Era sua moglie da più di dieci anni, e l’amava. L’amava ancora con tutto l’ardore della passione e il tenero affetto che viene dalla convivenza.

Era un uomo eccentrico.

I terrazzani lo chiamavano il filosofo. Della sua giovinezza aveva goduto ben poco: era nato con l’orrore del disordine. Da ragazzo, una sedia sposta lo faceva piangere. Da uomo, bastava lo spettro di una posizione irregolare per farlo rabbrividire.

Fra tutti gli studi aveva prediletto l’agricoltura; non perchè gli piacesse molto, ma perchè dopo lunghe riflessioni s’era persuaso che quella sola era la scienza vera, la scienza utile.

Sposando Maria, una fanciulla della sua condizione,