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II. — Gli assiomi.


Ass. 1. Se nello stesso soggetto vengono suscitate due azioni contrarie, dovrà necessariamente od in entrambe od in una sola di esse prodursi un mutamento finchè cessino di essere contrarie.

Ass. 2. La potenza dell’effetto è determinata dalla potenza della sua causa, in quanto la sua essenza viene esplicata ossia determinata per mezzo dell’essenza della sua causa.

Il primo assioma non è in fondo che il postulato dell’unità, che si impone alla molteplicità: la dispersione, la separazione che è causa delle passioni, non è che qualche cosa di provvisorio e di apparente che deve gradualmente cedere il posto all’unità.

Il secondo esprime lo stesso concetto da un altro punto di vista. La vittoria definitiva è assicurata a ciò che costituisce un’essenza ed una potenza più alta, alla natura razionale.


III. — La pratica della liberazione.


1) Nella prima parte del libro quinto (prop. 1-20) è tracciato il cammino della perfezione suprema. Nelle prop. 1-4 Spinoza si richiama ai suoi principi generali. La prop. 1 rievoca il noto principio (II, 7) del parallelismo del corpo e della mente, ma in un senso inverso a quello che Spinoza suole. Qui si tratta di riformare l’essere nostro mediante una riforma della mente: a questa riforma s’accompagna parallela la trasformazione del nostro corpo. Nelle prop. 2-4 è enunciato genericamente il principio che deve guidarci nella repressione delle passioni: trasformare la conoscenza inadequata passionale in conoscenza adequata, chiara e distinta, volgere lo sguardo dall’oggetto particolare,