posero il nome proprio d’Italia alla città capitale della lega. Le monete stesse battute nel corso della guerra sociale mostrano sotto la leggenda Viteliu qual fosse l’usata, e fors’anco la primitiva forma osca della voce Italia[1]. Voce che i Greci antichi, per mera somiglianza di suono, spiegavano con altro vocabolo di loro favella significante un bove[2]: se pure con sì fatta etimologia essi stessi non alludevano più specialmente alla copia del bestiame di grandi e belle forme, che molto abbondava in coteste parti meridionali, paese al tutto pastorale[3]. Non diversamente l’Enotria, con altra appropriata etimologia greca, passava, al dir degli espositori, per la terra del vino[4]. Con tutto che non si faccia gran torto ai grammatici non fidandoci totalmente di loro, pure è assai verisimile, che i primi greci navigatori che passarono ne’ lidi italici adoprassero talvolta nomi significativi o delle qualità del suolo, o d’ altre particolarità locali, che l’uso dell’idioma mantenne appresso lungamente. Così ancora in America si ritrovò una terra verde e una terra del fuoco: in Affrica una costa d’oro; denominazioni che
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cioè Italiu o Italium secondo le terminazioni più consuete di queste lingue; e col digamma Vitalium. Servio dice bene: Italia plura nomina habuit, dicta est enim.... Vitalia. vii. 328. Vedi i monumenti tav. cxv. 15.
- ↑ Apollodor. ii. 5, 10.; Dionys. i. 35.; Gell. xi. i.
- ↑ Varro. R.R. II: 1.; Nicander ap. Anton. Lib. 31.; Dionys. I. 12.
- ↑ Pisander ap. Steph. v. Οἰνωτρία; Varro. ap. Serv. I. 536 III. 156.