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28 CAPO XIX.

neti originali dalla Gallia Celtica, o sia dai Veneti dell’Armorica alle rive dell’Oceano1. Così dunque non sapeva affatto istoricamente l’antichità chi fossero nel vero i Veneti, né donde qua venissero. Secondo che l’ingegno spira si van presupponendo i Veneti dai ricercatori moderni Slavi, Venedi, Traci, Illirici, Celti, ed anche Greci. Pure, senza andare sì lungi, si può avere per molto accettevole supposto, che alcuna tribù dei montanari stessi delle Alpi si calassero di su dalle Carniche nel piano tra quei monti e il mare, e di colà respingessero indentro verso ponente gli Euganei primi occupanti.

Fatto nazionale ha dovuto essere la cacciata degli Euganei dalle loro sedi per la violenza d’un popolo straniero venuto di fuori, lungo tempo innanzi alla fondazione di Roma. Dione Crisostomo, nella orazione intitolata l’Iliaca2, dice fra l’altre cose, che i Ve-

  1. Strabo. IV. p. 134; v. p. 146: però soggiunge l’avveduto geografo: λέγω δ’ οὐκ ἰσχυριζόμενος· ἀρκεῖ γὰρ περὶ τῶν τοιούτων τὸ εἰκός.
  2. Orat. XI. p. 189. Il sig. Raoul-Rochette mi rampogna a questo proposito, e replicatamente due volte, di avere citato Dione: il est fichieux pour notre auteur d’etre reduit à invoquer le temoignage de cette harangue d’un sophiste moderne (t. I. p. 128.): voleva dire del primo secolo della nostra era: benchè egli stesso, contraddicente a me, si faccia forte dell’autore del PECORONE: ecrivain du quinzième siècle de notre ère (novelliere incerto del trecento), qui dècrit l’ètablissement d’Antenor, qu’il prèted avoir ète accompagnè de douze mille personnes ec. (Hist. crit. des colon. grecques T. II. p. 364.). Così di nuovo in questa storia critica si trova