Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. II.djvu/78

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72 CAPO XXI.

cotali schiatte politiche (Gentes), che soprastavano eminentemente agli altri, ma Sabini, Volsci e Sanniti, vantavano al pari famiglie chiare per anzianità, e nulla meno privilegiate, nelle cui mani sta vasi ristretta la potestà dello stato intero. Così da per tutto le ragioni dell’aristocrazia, fortificate colla maestà dei sacerdozj, erano consolidate da un lungo e non conteso possesso. Per tutto ugualmente eia la clientela, onorevole di sua natura, uno de’ costumi più antichi degli stati d’Italia: e senza fallo esisteva appresso gli Etruschi1, Sabini2, Latini prischi, Volsci e Sanniti. Di modo tale che questi medesimi popolani, tolti già in protezione da’ più potenti sotto l’obbligo di mutui comodi e benefizj, comportavano di fatto una specie di coperto vassallaggio, che obbligandoli con debito di coscienza ad aiutare e onorare l’ottimate protettore, inceppava e limitava molto nella città le ragioni della plebe; da che in somma nessun cliente era libero di dar voto contro al patrono3. Per le costituzioni medesime degli Etruschi, consacrate ne’ loro propri Rituali4, veniva prescritta la distribuzione importantissima di tutto il popolo in tribù curie e centurie, ordine fondamentale di libera città. E pare cosa indubi-

  1. Liv. ix. 36., xxiii. 3.; Dionys. ix. 5.
  2. Liv. ii. 16.; Dionys. x. 14.
  3. Che il padronato, quale veniva attribuito a Romolo dalla tradizione romana, fosse un costume italico d’assai più antico, si ricoglie in oltre da Dionisio manifestamente, ii. 9. 10.
  4. Festus v. Rituales.